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la rocca al fianco e lo stomaco pieno. Il padre la rabbrontolava:

— Con che cuore tu canti? Ci rimane da mangiare appena per altri due giorni!

— Quando sarò morta, non canterò più. —

Mentre parlavano, comparve su la soglia una donna scarna, allampanata, che pareva il ritratto della fame.

— Fate la carità, buona gente!

— Siamo più miseri di voi — rispose il padre. — Rivolgetevi altrove. —

La ragazza invece prese la pagnottella, che doveva essere il suo desinare di quel giorno, e la porse alla vecchia:

— Mangiatela voi per me.

— Grazie, figliuola. —

Intascata la pagnottella, la vecchina cavò di sotto lo scialle unto e stracciato una padellina nuova di rame:

— Tieni, figliuola; non ho altro; forse ti servirà. —

E andò via.

La ragazza si rimise a canterellare, picchiando con le nocche delle dita su la padellina che dava un bel suono; poi, per chiasso, la posò sul focolare spento e, ridendo, disse al padre: