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il barbiere 179

Le guardie lo afferrarono, lo legarono ben bene e lo condussero a palazzo.

Il Re ordinò che tagliassero una coda a un cavallo e preparassero un paiolo da struggervi la pece.

— La vuoi? Eccola qui. —

E con le proprie mani intinse la base della coda nella pece bollente e l’appiccicò al barbiere nel posto dove stanno le code.

Il barbiere non disse nè ahi nè bahi, quasi la pece bollente non lo avesse scottato. Anzi, prima di nasconder la coda nei calzoni, si voltò verso il Re, la inarcò e l’agitò, come soglion fare i cavalli quando sono allegri, e si curvò fino a terra:

— Grazie, Maestà!

— No, non devi nasconderla — disse il Re.

Gli fecero un buco nei calzoni, ne cavarono fuori la coda e lo lasciarono andare.

La gente correva dietro al barbiere, ridendo, fischiando, urlando:

— Oh, la coda! Oh, la coda! —

Il barbiere se n’andò difilato in bottega, senza neppure voltarsi, scodinzolando.

Quando aveva finito di far la barba agli avventori, prendeva, al solito, la chitarra e si