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vuoi però che io ti aiuti, devi perdonare a tuo fratello.

— A quell’infame? No, mai! —

La bellissima signora, turbata in viso, gli voltò le spalle e stava per andarsene.

— Sì, sì, gli perdono! — gridò il Reuccio. — Pei miei figliuoli! —

La signora gli si accostò sorridente e gli disse:

— Ascolta bene. Dei tuoi figliuoli, dopo parecchi anni, uno solo sopravviverà; questo, il minore. E sai perchè? Perchè egli soltanto non è nutrito di carne umana. Tua moglie, per virtù dell’anello, ti assopiva profondamente e usciva la notte a caccia di bambini: non era figlia d’Orco per niente. Gli altri cinque, ove campassero, diventerebbero Orchi anche loro! —

Il Reuccio piangeva.

— Se tu perdoni al fratello, il tuo figliolino sarà Re.

— Sì, sì, gli perdono! Gli perdono di tutto cuore!

— Ora, guarda! —

Stese la verga d’oro e cominciò a toccare ad uno ad uno i bambini; e di mano in mano che li andava toccando, accadeva un portento. Questi diventava un martello, quegli