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mastro acconcia-e-guasta 129

— Sono i resti del desinare; eccoli là. —

Il ministro si sentì venire l’acquolina in bocca a vedere un bel tòcco di filetto arrosto e mezzo pesce con la salsa che dicevano: Mangiami, mangiami!

— O dove l’avete comprata questa buona roba?

— Dove si vende, in mercato.

— So che c’è ordine reale di non darvi roba buona. —

Mastro Acconcia‐e—guasta alzò le spalle e tirò su una presa di tabacco.

Il Ministro rapportò tutto al Re. Tennero consiglio.

— Questo mastro Acconcia‐e—guasta dev’essere un Mago! Leviamogli tutti gli arnesi; vediamo che farà. —

Andarono le guardie e gli sequestrarono pialla, succhiello, martello, sega, ogni cosa. Il Re li volle riposti in una stanza accanto alla sua camera, e per maggior cautela si legò alla cintura la chiave dell’uscio.

Durante il giorno, gli arnesi stettero cheti; ma dopo l’un’ora di notte, in quella stanza si udì un rumore d’inferno: la sega segava, la pialla piallava, il martello martellava, il succhiello succhiellava, la tana-