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richiesta. La colla e i chiodi dovevano comprarli gli avventori.

— Perchè, mastro Acconcia‐e‐guasta?

— Perchè sì. —

I chiodi che avanzavano li rendeva, la colla no; la metteva da parte.

— Perchè, mastro Acconcia‐e‐guasta?

— Perchè sì. —

Era la sua risposta; e tirava su una presa di tabacco.

Guadagnava pochino: intanto se la scialava meglio di un principe. Di dove li cavava tanti quattrini?

La mattina andava al mercato per far la spesa:

— Macellaio, quel filetto di bue quanto costa?

— Non è per la vostra bocca, mastro Acconcia‐e‐guasta; è per la tavola del Re.

— Ho la bocca come lui! —

Glielo dicevano a posta ogni volta per fargli rispondere così. E tutti ridevano:

— Bravo, mastro Acconcia‐e‐guasta!

— Pesciaiolo, quello storione quanto costa?

— Non è per la vostra bocca, mastro Acconcia‐e‐guasta; è per la tavola del Re.

— Ho la bocca come lui! —