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E dire che era stato un bel giovane!

Poi si era ingrassato, si era lasciato crescere la barba, e si faceva aggiustare i capelli due volte l’anno. Quella selva irta, folta, arruffata gli faceva un testone grosso così, da vero «omo selvaggio», come i suoi concittadini lo avevano ribattezzato. «Omo selvaggio» anche per la trascuratezza dei vestiti, che sembravano vecchi fin quand’erano nuovi, e gli piangevano addosso, tagliati alla carlona e cuciti alla peggio.

Pareva ch’egli si compiacesse di mostrarsi trasandato in tutta la persona, e l’ostentasse seduto davanti alla sua bottega di merciaio, di tabaccaio, di panettiere, con le gambe larghe, la pipa in bocca, e il continuo brontolio su le labbra contro i giovani di bottega, gli avventori e i passanti che lo salutavano.