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190 luigi capuana


E da quel giorno diè un tracollo.

Don Pietro, sopraffatto dalla pietà per la figlia, in certi momenti, dimenticava che stava seduto, ore e ore, là a piè del lettino, per sorprenderle nel sonno qualche parola. Come il respiro di lei si faceva più tranquillo, più uguale, egli si rizzava da sedere, si chinava cautamente su lei, stava in orecchio, trattenendo il fiato. E a ogni sillaba, a ogni parola da lei mormorata, dava uno sbalzo, attendendo un motto rivelatore, una breve frase che egli avrebbe tradotti, lì per lì, in numeri, senza consultare il Libro dei Sogni; ormai lo sapeva a memoria!

Matilde si agitava, mugolava parole inintelligibili, si destava di soprassalto; e allora lui:

— Hai fatto un brutto sogno?

— No, papà.

— Eppure smaniavi, pareva che non ti riuscisse di parlare...

— No, papà.

— Ma che hai, figlia mia? Che hai? Parla!

— Ho... Non ti rattristare... Anzi! Ho... che fra tre giorni sarò morta!... Non dir niente alla mamma!

Don Pietro si sentì stringere il cuore, gli salirono le lacrime agli occhi.