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16 | SPERA DI SOLE. |
Il Re montò sulle furie peggio di prima:
— La intendono in tal modo? Sian messe nel carcere criminale, quello sottoterra. —
Era una stanzaccia senz’aria, senza luce, coll’umido che si aggrumava in ogni parte; non ci si viveva. Ma la notte, anche nel carcere criminale, ecco uno splendore che abbagliava, e la vecchia:
— Spera di sole, spera di sole, sarai regina se Dio vuole! —
Il custode tornò dal Re, e gli riferì la cosa.
Il Re, questa volta, rimase stupito. Radunò il Consiglio della Corona; e i consiglieri chi voleva che alle fornaie si tagliasse la testa, chi pensava che fosser matte e bisognasse metterle in libertà.
— Infine, che cosa diceva quella donna? Se Dio vuole O che male c’era? Se Dio avesse voluto, neppure Sua Maestà sarebbe stato buono d’impedirlo.
— Gua'! Era proprio così. —
Il Re ordinò di scarcerarle. Le fornaie ripresero il loro mestiere. Non avean le pari nel cuocere il pane appuntino, e le vecchie avventore tornarono subito. Perfin la Regina volle infornare il pane da loro; il Tizzoncino