Pagina:Capella - L'anthropologia, 1533.djvu/12


DELL'ANTHROPOLOGIA

to è di più utilita' il fare parte altrui della scienza, che della robba; et piu etiandio giovano gli scrittori, che coloro i quali solamente con viva voce insegnano, durando il beneficio di questi un tempo picciolo; dove la utilita' da quelli recata sara' eterna. Sopra le quali cose pensando, m'e' venuto in animo di scrivere alcuni non meno utili, che dilettevoli ragionamenti; che per dimostrare qual sia maggiore o' la degnita' dell'huomo, o' quella della femina, o' la loro miseria, ritrovandomi per aventura gia sono molti anni in casa d'una gentildonna in Milano, udi fare da tre huomini molto scientiati l'uno de quali si chiamava il Musicola, non dalla Musica, avegna ch'in quella fosse eccellente, ma dalle muse cosi allui amiche, come se fosse stato nodrito nel grembo loro; l'altro maestro Girolamo Segazzone medico, che dalla prontezza di comporre versi di qualunque maniera havea acquistato nome di Poeta; il terzo era messer Lancino Curtio, nella poesia, et in tutte le buone arti tanto famoso, quanto altri a' suoi tempi ne fosse. Hora usando ciascuno di loro alla casa di questa gentildonna; la quale tacendo il nome di lei sara' in questo libbro da me detta Iphigenia; avenne che trappassando d'uno in altro ragionamento, vennero a' parlare d'alcune giostre; che in que giorni si facevano per dare piacere a' molte gentildonne della citta'. Il che ragionevolmente il Poeta diceva farsi, come per quelle che sono degli huomini piu degne. Allhora il Musicola maravigliandosi che questo presumesse egli di dire; niuna cosa, rispose, piu agevolmente si puo' dimostrare, che l'eccellenza