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688 della melica.


La rapida sua vegetazione, la facilità con cui mette radici dai nodi dello stelo poco sopra terra, la poca profondità delle altre, la cui grossezza è di circa 0m,005, non che la tessitura larga e porosa di esse e dei lunghissimi steli che mette dal collo delle radici superficiali, ci fanno conoscere che, oltre al caldo, esige un terreno assai mobile, facilmente penetrabile dalle radici e dal calore. Il suo stelo, come la corteccia del grano, deve contenere molta silice e potassa, per il che il miglior terreno sarà quello argilloso-siliceo-calcare, quali sono i terreni d’alluvione dei fiumi, dove solo conviene quando non si abbia concime.

Per la molta durata di sua vegetazione la melica può trar profitto dalla concimazione fatta in primavera con sostanze molto decomposte purchè contengano anche materie azotate.

§ 711. Coltura. Ben lavorato il terreno in primavera, avendolo concimato dapprima se occorre, si erpica finamente per renderlo assai polverulento, indi si appiana e vi si pianta o vi si semina in linee la melica, ad una profondità non maggiore di 0m,05. Le linee si tengono distanti fra loro da 0m,60 a 0m,80, e nata che sia la melica la si dirada sulle linee in modo che vi sia tra pianta e pianta una distanza di 0m,25 circa. Se invece è piantata col foraterra, lasciando cadere da tre a cinque grani per buco, in allora la distanza tra cespuglio e cespuglio dev essere almeno di 0m,30 a 0m,35 per ciascun lato. Se la stagione è propizia, cioè caldo-umida, i semi nascono in 8 giorni circa, e finchè non abbiano mandate tre o quattro fogliette la vegetazione è lenta. In questo frattempo si deve sarchiare. In seguito la melica prende un rapido sviluppo, e, quando abbia raggiunta l’altezza di 0m,40 a 0m,60, si rincalza onde facilitare l’uscita e la presa delle radici che mette dai nodi. Se la stagione è favorevole, talvolta la melica manda più d’uno stelo dall’inserzione delle prime radici sottoterra, ma ordinariamente non si deve calcolare che sopra un solo, poichè gli altri steli non sorgono contemporaneamente al primo, ed il fiore che portano matura ben di rado od a stento.

§ 712. Raccolto e prodotto. Il raccolto, come vi dissi, si fa verso la fine del settembre, tagliandone i fiori a mano, lasciandovi unito un metro circa di stelo. Si fa essiccare bene acciò i grani si stacchino facilmente, indi si batte leggermente a mano per non guastare i peduncoli o diramazioni del fiore, e per non contundere e schiacciare lo stelo,