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del miglio e del panico. 683

terreno argilloso-siliceo-calcare è quello che meglio conviene a questa coltivazione, singolarmente se fatta in luglio, poichè alla poca tenacità un simil terreno riunisce il vantaggio di mantenere discretamente l’umidità, tanto necessaria per la germinazione, e tanto desiderabile in quell’epoca.

Come tutte le coltivazioni a breve periodo, anche questa esige piuttosto un terreno già ricco di sostanze fertilizzanti che non la concimazione all’epoca del lavoro, la quale riuscirebbe ancor più infruttuosa seminando il miglio come secondo prodotto. Non è però a credere che questo cereale esiga ben poco per prosperare, che anzi, come abbiamo potuto convincerci dall’osservare la sua composizione, esso toglie molto al terreno, singolarmente in principj azotati; ed anche in pratica si trova che dimagra molto il terreno; e che è necessario concimare abbondantemente in seguito.

§ 697. Coltura. Il miglio tanto seminato in maggio come prima coltivazione, quanto seminato in luglio come prodotto secondario, esige un terreno lavorato diligentemente e ben suddiviso. Quando succede al frumento importa seminarlo subito dopo d’aver lavorato ed erpicato grossolanamente il terreno, per approfittare dell’umidità che ancora vi fosse, evitando le ore calde, e ricoprendo immediatamente il seme col rastrello o con erpice leggero.

La quantità di semente che si richiede per un ettaro è di 35 litri circa, maggiore nelle terre tenaci che nelle sciolte. Il miglio dev’essere seminato assai rado, perchè piccolo di grano, ed è bene mischiarlo con sabbia o cenere per spanderlo più uniformemente. Esso tallisce molto, allargando alquanto gli steli presso il suolo. Se il seme può nascere nella terra ancora polverulenta la sua riuscita è sempre migliore, e può essere di un discreto reddito se in seguito avvengano piogge non violenti; ma se queste cadono forti avanti la nascita, comprimendo il terreno e formandovi quasi una crosta superficiale, allora il raccolto è certamente scarso, singolarmente nei terreni tenaci.

Poscia, siccome il miglio succede ordinariamente alle stoppie, e che vien seminato assai rado, facilmente s’ingombra d’altre erbe, tanto più se le piogge fossero cadute prima o poco dopo la sua germogliazione. Perciò richiede per lo meno una diligente sarchiatura a mano, ed anche due, se coltivato in primavera.

Le stesse cure esige il panico e la quantità di semente è