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propagazione del bosco.. 345


Le condizioni che permettono questa semina artificiale in terreno da lavorarsi sono:

Il terreno piuttosto profondo, a leggier pendío, non paludoso, riparato dai venti forti e dalle alluvioni.

Un’altezza tale che in primavera ed in autunno la neve non impedisca l’operazione.

Date queste condizioni, il terreno può essere smosso e purgato dalle cattive erbe, lavorandolo coll’aratro in autunno e di nuovo in primavera; può essere lavorato colla zappa quando siavi gran quantità di ciottoli.

Si può anche passare all’abbruciamento della prima terra e della cotica composta di erbe grossolane e dure, di rovi, di sterpi, di erica e di ginestre; quest’abbruciamento si può fare tanto lasciando scorrere liberamente il fuoco alla superficie del terreno, avendo cura di limitarne e regolarne l’estensione, quanto costruendo dei fornelli nel modo indicato al § 215. Quando il terreno sia poco profondo, si scotica a liste, cioè si leva la cotica erbosa con un poco di terra sopra una data larghezza, e la si ripone lateralmente sopra uno spazio egualmente largo, ma che non si tocca. I semi si gettano sul terreno che devesi ricoprire.

La semina può farsi a gettata, spandendo uniformemente il seme su tutta la superficie, quando sia stata completamente lavorata, ricoprendolo poscia col lavorare più minutamente il terreno. I semi grossi si possono seminare in linea, entro un solco fatto colla zappa o coll’aratro, ricoprendoli in seguito. Nei terreni umidi si usa seminare sul colmo di porche od ajuole, disposte a norma del bisogno; e nei terreni secchi il seme invece si dispone nel solco o parte più depressa che resta fra l’una e l’altra. Quando si trattasse della semina in terreno assai mobile, abbisogna ricoprirlo con rami ancor muniti di foglie.

Se il terreno è profondo sarà sempre cosa utile, quando non si possa lavorare per intero, il cavare le fosse. Se il pendio del terreno sarà leggerissimo, le fosse si scaveranno a seconda dello scolo e della miglior esposizione, ma se è alquanto rapido si dovranno tracciare orizzontalmente. Le fosse devono essere larghe circa 3 decimetri e profonde altrettanto o poco più, distanti l’una dall’altra quanto porta l’aumento della pianta che si vuol allevare, non mai meno di metri 3. In queste fosse alla distanza di 40 in 60 centimetri si pone la semente a pizzico, avendo riguardo al volume, e se-