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La bontà, il sacrificio, la disciplina, l’amore allo studio, l’affetto ai parenti e tante virtù e tanti doveri che s’insegnano ai ragazzi son tutte bellissime cose, così a parole; ma in realtà non sono che una lustra, un candido velo teso dinanzi ai loro occhi, dietro il quale i grandi nascondono le loro infamie e i loro impudichi segreti.

Perché bisogna sapere che il mondo si divide in due categorie: i grandi e i piccoli, tra cui ferve diuturnamente una lotta accanita: tragica ed impari lotta fra il male e il bene, fra i grandi forti, ricchi, prepotenti ed i piccoli che per il duro combattimento non sono armati che di una tenace e disperata volontà di vivere e anche, perché non dirlo?, di un’intelligenza più robusta e svelta. Sì, i piccoli sono più intelligenti, perché son essi che rinnovelleranno il mondo; mentre i grandi noi li vediamo beati nella loro ignavia, conservatori d’ogni più vetusto ordinamento, intenti solo ad angariare i loro nemici sotto il manto ipocrita