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ben asciutti sui quali fu deposta la semente, si mettono in luoghi la cui temperatura non oltrepassi il 10° R., ed a ciò scelgonsi ordinariamente le cantine, ove la si lascia, estate ed inverno, sin che venga l’epoca dell’incubazione artificiale.

In queste pratiche trovo essere inconvenienti:

1. Lo scegliere da diverse partite i bozzoli destinati a dar la semente; poichè in tal modo prolungasi la durata dell’uscita delle farfalle, lo che può esser causa di sproporzione in quantità tra i maschi e le femmine; laddove scegliendoli da una sola partita l’uscita delle farfalle non durerebbe che quattro giorni circa, e potrebbersi abbandonare le ultime come le più deboli.

2. Il disporre sulle tavole i suddetti bozzoli, perchè non essendo tenuti in sito da nessun mezzo artificiale, e privati del naturale appoggio o ragnatela che forma il baco onde fissare il bozzolo, la farfalla ne esce più difficilmente e lo trascina seco negli sforzi che fa per uscirne.

3. Il locale non oltrepassante il 15° R., oscuro e qualche volta anche umido destinato alla fabbricazione della semente. Abbastanza si disse sugli effetti della luce e