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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/237



note 221


grispollo. Non vale come grappolo, ma parte di grappolo. Il grappolo o pigna ha tanti grispolli, il grispollo tanti chicchi. Grappolo anzi vale per pigna bensì, ma piccola e rada. “Quest’anno non c’è che grappoli„ vuol dire che l’uva è poca.

gronchio. Intormentito. Si dice, per esempio, delle mani, quando uno si desta.

gruppi. Giorni di freddo e di cattivo tempo, prima che si sia fuori del verno.

guaìme. Secondo fieno.

guamacci o guaimacci. Terzo e anche secondo fieno, detto così spregiativamente.

guindolo. Arcolaio.

incaschito. Uno che ha fatto un casco, ossia s’è d’un tratto invecchiato, ammalazzito.

indafarito o indafarato. Pieno di faccende.

intarmolire. Fare il tarmolo.

ire. Si può dire che il verbo “andare„ non esiste quassù, almeno nel senso nostro.

legoro. Il fiore della canape, che si avvolge alla rócca, cioè s’arrocca.

leo leo. Piano piano.

lolla. Pula o pulacchio.

màcole. Baccole: vaccinia nigra.

mamai (in). Lontano lontano.

mannella. Una quantità di stoppa o tozzi.

mazzo. Lo strumento di legno duro, cerchiato di ferro, con cui si picchia su la zeppola o bietta.

Mercanti. Così lo Zi Meo e tutti chiamano le stelle della cintura d’Orione.

metato. Seccatoio delle castagne.