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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/235



note 219


bestie. Proprio bestie sono le vacche.

Bi e Ro. Grido dei contadini romagnoli ai due bovi, quel di dritta e quel di mancina.

bono. Far bono vale far pro', o prode, come meglio si dice.

bresche. Favi di miele.

brolo. Parola antica, che vale verziere o vivaio di piante, conservata dai romagnoli che peraltro dicono brôi.

bronzino. Campanello di bronzo.

campanello (campare a). Senza lavorare, dando di piglio al campanello, quando si vuol qualcosa.

campàno. Quello che si attacca al collo delle bestie.

cannaiola. Bastone per fare la graticciata su cui metter le castagne a seccare nel metato.

capparone. Capanna per ricoverarvi fronde, paglia, fieno ecc.

cardo. Il riccio delle castagne.

carraiola o carraietta, da callaia. Viotterello pei monti.

cavestro. Fune per legar le bestie e anche i carichi.

ceppa. L’insieme dei novelli al calcio dei castagni.

cestinella. Cesta di bacchi o bacchietti, cioè torchi, di castagno, per portare il rusco.

Chioccetta. Nome contadino delle Pleiadi: vedi Mercanti.

cicchin cicchino. Piccolino.

ciulire. Cigolare, presso a poco.

cocco. Ovo. Il preferito.

collo (portare in). Si dice di uomini che portano carichi. Le donne portano “in capo„

coltare. Scassare.

concino. L’uomo che riconcia stoviglie e simili.

contendere. Sgridare.