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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/227


TRA SAN MAURO E SAVIGNANO



Una voce ora udii nel camposanto.
— Dal tetro sonno in pieno dì mi scosse
un lungo squillo che parea di pianto.

E... Oh! speranza del mio cuor superba!
I miei cari lasciai nelle lor fosse
dormire avvolti in bianche fibre d’erba.


Cantavano un soave inno le trombe,
di pianto e gloria; ed echeggiava lento
su l’immobilità delle altre tombe.

La mia sussultò sola. Era d’un grande
popolo il passo... mi parea che al vento
s’esalasse l’odor delle ghirlande...


Chi venne in pia soavità di rose
alla sua pace? Forse... Ora che ai vivi
apri l’anime, o notte, ombri le cose;