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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/222


206 giovannino


“O fior caduto alla mia vita nuova!„
io rispondeva, “o raggio del mattino!
Io persi quello che non più si trova,
e vano è stato il lungo mio cammino.
A notte io vedo stanco pellegrino,
che deviai su l’alba del mio dì!

Felice te che a quello che rimpiango,
così da presso, al limitar, rimani!„
“Misero me, che fuori ne rimango,
così lontano come i più lontani!
Alla porta che s’apre alzo le mani,
ma tu sai ch’io non posso entrarvi più.

S’apre a tant’altri gracili fanciulli,
addormentati sui lor lunghi temi,
addormentati in mezzo ai lor trastulli;
s’apre appena e si chiude e par che tremi;
assai se, là, venir tra i crisantemi
vedo la rossa veste di Gesù!...„