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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/213



casa mia 197


quando dal mio lavoro,
o la tua lieve mano
od il vocìo lontano
mi chiamerà, di loro.

E sarò lieto e ricco
io delle mie fatiche,
quando ogni tenue chicco
germinerà tre spiche.

E comprerò leggiadre
vesti alle mie fanciulle,
e l’abito di tulle
alla lor dolce madre„

Così dicevo: in tanto
ella piangea più forte,
e gocciolava il pianto
per le sue guancie smorte.

S’udivano sussurri
cupi di macroglosse
su le peonie rosse
e sui giaggioli azzurri.

“Oh! tu lavorerai
dove son io? Ma dove
son io, figliuolo, sai,
ci nevica e ci piove!„

Una lieve ombra d’ale
annunziò la notte
lungo le bergamotte
e i cedri del viale.