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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/180


164 ov'è?

e intorno alle tacite case
poi sola la voce rimase
del chiù.

Le case eran tacite; chiare
le vie; dormiva il cane all’uscio.
In casa egli dovette entrare,
come il pulcino nel suo guscio!
Cadevano stelle celesti,
brillando... Oh! dal cielo cadesti
pur tu!

Dal cieio! Dal cielo! che piove
la guazza su le dure zolle.
Tu sei caduto, e non sai dove,
e giri l’occhio tutto molle.
Non fu la caduta di nulla!
Ma c’era una morbida culla
per te!

Oh! il mondo in cui oggi ti trovi,
del tuo cielo non t’è più caro!
fai tante rughe! e sempre muovi
la bocca, che ci senti amaro!
Oh! il cielo! il tuo cielo! e ne chiedi
col fievole grido a chi vedi:
ov’e? ov’è?

Ne chiedi ai ragazzi, col giorno
venuti sopra il piè leggieri,
e alle rondini che intorno
passano come lampi neri.