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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/152


136 in viaggio


Il padre a quel suono rincasa
facendo un passo ad ogni tocco;
e subito all’uscio di casa
trova il visino del suo cocco,
del più piccino che ci sia...
Ave Maria...

Si chiude, la casa; e s’appanna
d’un tratto il vocerìo che c’è;
si chiude, ristringe, accapanna,
per parlare tra sè e sè;
e saluta la compagnia...
Ave Maria...

O tinta d’un lieve rossore,
casina che sorridi al sole!
per noi c’è la notte con l’ore
lunghe lunghe, con l’ore sole,
con l’ore di malinconia...
Ave Maria...

Il treno già vola e ci porta,
sbuffando l’alito di fuoco;
e ancora nell’aria più smorta
ci giunge quell’addio più fioco,
dal paese che fugge via:
Ave Maria...

E cessa. Ma uno che vuole
velar gli occhi, pensar lontano,
tra gemiti e strilli e parole,