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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/117


LA CANZONE DELL’ULIVO



I


A’ piedi del vecchio maniero
che ingombrano l’edera e il rovo;
dove abita un bruno sparviero,
      non altro, di vivo;

che strilla e si leva, ed a spire
poi torna, turbato nel covo,
chi sa? dall’andare e venire
      d’un vecchio balivo:

a’ piedi dell’odio che, alfine,
solo è con le proprie rovine,
      piantiamo l’ulivo!

II


l’ulivo che a gli uomini appresti
la bacca ch’è cibo e ch’è luce,
gremita, che alcuna ne resti
      pel tordo sassello;