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Pagina:Canti di Castelvecchio.djvu/110


94 la figlia maggiore


Si beccano, s’amano, pascono,
in mezzo a quel pieno di cose
      e di silenzio, dove il verbasco
      fa tra le rose.

No, passeri! su le sue zolle,
no! non fate tanto vicino!
      Là fitto di bianche corolle
      è il pero e il susino.

Andate su l’albero in fiore
che al vento si dondola e culla!
      Non turbate l’umile cuore
      che non sa nulla!

Passa il vento come un respiro
caldo, lungo, dolce, che porta
      su l’alito il polline in giro...
      sopra la morta.

No, vento d’aprile, no, vento
d’amore, no tanto vicino!
      Là nei campi bacia il frumento,
      soffia tra il lino!

Fa che venga l’anima ai cardi,
che le viti tengano il raspo:
      fa che abbiano l’accia, più tardi,
      il guindolo e l’aspo.