Pagina:Canti (Leopardi - Donati).djvu/244

234 nota



OPERE DEL CONTE GIACOMO LEOPARDI


Ai cultori de’ buoni studi Saverio Starita

Poiché fu sempre mio desiderio pubblicare con nitide stampe opere eccellenti, non ho perdonato finora a spese né a cura, perché i libri da me posti a luce avessero seco queste due qualitá essenziali. Ed animato dall’accoglienza universale, siffatto desiderio è venuto in me crescendo di giorno in giorno; cosí che al compiere di una impresa, ho cercato subito di dar mano a somigliante e piú perfetta edizione.

Ma fra tanti libri una pubblicazione desideravo imprendere, quanto si potesse finita, delle Opere del conte Giacomo Leopardi. Perciocché tenevo che tale edizione avesse dovuto meritare non solo del mio paese, ma di tutta Italia, e fuori: siccome a opere di colui, giá salutato solenne pensatore, potente e generoso poeta, ammirato e tradotto in Germania e Francia, e, per dire in breve, da Pietro Giordani giudicato «ingegno immenso e stupendo, di una gioventú promettitrice credibile di cose straordinarie».

Ora, in vedere annunziate queste Opere, ognuno ne piglierá letizia e dirá il mio voto vicino a essere soddisfatto. Ma quanta maggior sorpresa non si verrá destando, se pongo qui a intendere che la fortuna non mi concede solo di ristampare le cose giá conosciute dall’autore, ma e di ripubblicarle coll’assistenza di lui, e di mettere a stampa la prima volta di molte altre sue prose e poesie? Sí veramente: perciocché, trovandosi egli a questi tempi a dimorare fra noi, di tanto favore mi è stato largo. In modo che la mia edizione verrá ad essere pregiata sopra quante ne sono venute fuori; poiché, oltre l’accrescimento delle materie, niuna delle stampe antecedenti è stata mai di lui corretta, impedito sempre per malattia o per lontananza.

Per che l’edizione mia sará divisa in non meno che sei volumi. Il primo de’ quali conterrá le Poesie, corrette ed accresciute meglio che di un terzo; il secondo e terzo, le Operette morali, anche corrette e accresciute: il quarto, il quinto, il sesto e forse un settimo di produzioni inedite, ed alcune ancora, che, quantunque stampate, non è pertanto agevole piú di avere.

Farò poi di modo che resti ad ognuno la scelta di acquistare o tutte o parte delle Opere noverate. E se l’esecuzione tipografica corrisponderá (giovami sperarlo) alle mie cure, non v’ha dubbio alcuno che la presente edizione, distinta sopra ogni altra finora stata, non sia per essere de’ più cari e durabili monumenti dell’Italia nostra.

PROSPETTO DI ASSOCIAZIONE

I. Di mese in mese, cominciando da luglio 1835, si dará un volumetto di carta, sesto e carattere simile al presente manifesto.