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[versione diplomatica] che esercitandosi esse donne diventano di color vivo, e di membra forti e grandi, e nella gagliardia e grãdezza consiste la bellezza appresso loro. Però è pena della vita in bellettar la faccia, ò portar pianelle, ò vesti con le code per coprir li piedi di legno. mà nõ haveriano tampoco comodità di far questo, p̃che chi le daria loro!, e dicono che questo abuso in noi viene dall’otio delle donne, che le fà scolorite, fiacche e piccole, e però han bisogno di colori et alte pianelle, e farsi belle. Di più s’uno s’innamora di qualche donna è lecito trà loro parlare, far versi, scherzi, imp̃se di fiori, e di piante. Ma se si guasta la generatione, in1 nullo modo si dispensa trà loro il coito, se nõ qñ essa è pregna, ò sterile. però nõ si conosce2 trà loro se nõ amor d’amicitia p̃ lo più, nõ di concupiscenza ardente. La robba nõ si stima, perch’ogn’uno hà q̃to li bisogna; salvo per segno d’honore. Ond’all’heroi la repub. fa certi doni in tavola ò in feste pube di ghirlande ò di vestimenta belle fregiate, benche tutti di biãco il giorno, e nella Città; ma di notte, e fuor della Città vestono di rosso, ò di seta, ò di lana, aborriscono il color negro come feccia delle cose, e però odiano li Giapponesi amici di q̃llo; la superbia


[versione critica]che esercitandosi esse donne diventano di color vivo, e di membra forti e grandi, e nella gagliardia e grandezza consiste la bellezza appresso loro. Peron è pena della vita in bellettar la faccia, on portar pianelle, on vesti con le code per coprir li piedi di legno. Ma non averiano tampoco comodità di far questo, perché chi le daria loro!, e dicono che questo abuso in noi viene dall’ozio delle donne, che le fa scolorite, fiacche e piccole, e peron han bisogno di colori e alte pianelle, e farsi belle. Di più s’uno s’innamora di qualche donna è lecito tra loro parlare, far versi, scherzi, imprese di fiori, e di piante. Ma se si guasta la generazione, in3 nullo modo si dispensa trà loro il coito, se non quando essa è pregna, o sterile. Però non si conosce2 tra loro se non amor d’amicizia per lo più, non di concupiscenza ardente. La robba non si stima, perch’ogn’uno ha quanto li bisogna; salvo per segno d’onore. Ond’all’eroi la republica fa certi doni in tavola o in feste publiche di ghirlande o di vestimenta belle fregiate, benche tutti di bianco il giorno, e nella città; ma di notte, e fuor della Città vestono di rosso, o di seta, o di lana, aborriscono il color negro come feccia delle cose, e però odiano li Giapponesi amici di quello; la superbia

  1. che nõ, cancellato, ndt.
  2. 2,0 2,1 amo, cancellato, ndt.
  3. che non, cancellato, ndt.