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nati giudicati e non giudicando Vostra Beatitudine difendendo me, difende sé e la santa chiesa. Mandimi le censure, e vedrá che bisogna corregger i libri loro, non i miei. Ricordisi Vostra Beatitudine che questo assai meglio ella dichiarò a me quando scrissi sopra la ode del penitente, ed al conte di Brassac che non cessa darli lode per questo e per ogni altra cosa.

Sto aspettando la lemosina e la Censura, e prego l’Altissimo per la sua salute e ben del popolo di Dio. Amen.

Scrissi molte cose importanti circa la mutazion del presente secolo e movimento dell’imperio col ius di Vostra Beatitudine chi può pur veder in san Tomaso (opuscolo De regimine principum, lib. 3, cap. 17); e che deve farsi. Ci è qui la profezia antica del chef Barberini, molto in favor della lunga vita di Vostra Beatitudine: se mi dá licenza, scriverò questo e piú cose.

Parigi, 3 novembre 1636.

Io servo fidele perpetuo
Fra Tomaso Campanella di vostre glorie.


CX

Al nunzio apostolico Giorgio Bolognetti

Prega di unire al plico della nunziatura la sua lettera del 3 novembre
diretta al pontefice.

Illustrissimo e reverendissimo
signor padrone colendissimo.

Scrivo a Sua Beatitudine cose di momento, e mando avviso al conte di Castelvillano che questa lettera va per via di Vostra Signoria illustrissima per la fedeltá e sicurtá come