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lettere 285

Narrava la lascivia con monache perpetuamente, e con suor Agata in Monte Magnanapoli, sua antica carissima, e con peggio; e l’arti ch’ha usato per esser provinciale; e come fa tutto per violenza contra le nostre leggi, fingendo aver l’oraculo di Vostra Beatitudine in omnibus, il che pur vedo aver fatto in Francia non poco; e come fu fatto mastro del sacro palazzo da Ludovisio, anche per aiuto di secolari. E poi fu fatto da Vostra Beatitudine vicario generale — contra le costituzioni nostre che favoriano solo al padre Madaleni, miglior di lettere, di vita e di governo, — con l’aiuto di francesi gabbati da lui. Ed in quante maniere ha ingannato la corte con aiuto e consiglio di Ludovisio ed Ubaldino, e del modo violento e rapace con che regna. Questa lettera il Firenzola non l’ha data a Vostra Beatitudine, ma la mostrò a noi, perché volea ch’altri la presentasse. La vide il signor contestabile; e dicea fosser per obedienza da Vostra Santitá sopra ciò esaminati il Candido e ’l Bartoli e li piú buoni padri della Minerva che lo conoscon ab initio: come perseguita tutti buoni non aderenti a lui e permette a’ suoi satelliti tutte le sceleraggini, come modernamente fe’ ai Cianti, al Silvestro ed a Fiatino e maestro Donati ed a fra Latino Pagani, con scandalo publico e múrmore di tutti frati.

Subito che lui fu fatto generale, perch’avea promesso all’ambasciatore di Spagna Monterey di far suo vicario uno spagnuolo, che fu il Manrichez, e farlo succeder al generalato, perché lui con aiuto loro propose andar all’imperatore e farsi nominar al cardinalato; trattò anche questo con Bettunes, ambasciator di Francia, dicendo: «Io son generale fatto da voi; e perché si lamentano li spagnoli, bisogna dar loro sodisfazione con far un vicario spagnolo». Ciò sapendo un vostro servo fidele, disse al Bettunes che lui era ingannato, e ch’aiutò un tristo e suo nemico contra il Madaleni bono ed amico; e ci mostrò esser vero con dirli la dependenza di suoi fratelli e servitú perpetua con Spagna; e come avea fatto provincial di Terra santa e compagno uno spagnolo subito, e commissario per tutta Spagna il nepote del cardinale Bandini, se ben per