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Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/92


monumenti di tenacia solitaria che consolano il cuore degli uomini: e dolce mi sembra il mio destino fuggitivo al fascino dei lontani miraggi di ventura che ancora arridono dai monti azzurri: e a udire il sussurrare dell’acqua al piede delle roccie favolose fresca ancora delle profondità della terra. Così conosco una musica dolce nel mio ricordo, dolce senza ricordarmene neppure una nota: so che si chiama la partenza o il ritorno: conosco un quadro perduto tra lo splendore dell’arte fiorentina con la