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Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/40


ombra di eternità? Qual'è la città da le arcate cupe che ci culla in questa eterna queta melodia? E quale sogno levammo noi la nostalgia de la nostra bellezza? E la luna sorgeva ne la sua vecchia vestaglia dietro la chiesa bizantina.

Fiasche La sosta


Nel tepore de la luce rossa dentro le chiuse aule dove la luce si affonda uguale dentro gli specchi all'infinito passano testa di sfinge il corpo vestito di trine. La portiera veglia ne lo sfarzo smesso di un antico giustacuore verde le rughe del volto più dolci gli occhi che nel chiarore velano il nero, veglia alla porta d'argento.

Tutto ha nell'amore il fascino