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Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/36


pallida come un sogno uscito dagli innumerevoli sogni de l’ombra. tra gli innumerevoli serti di luci fallaci. l'antica amica l'eterna chimera teneva fra le mani rosse il mio antico cuore.


III. Il Ritorno.


Ritorno: Ne la stanza ove le schiuse sue forme bronzine dai velarii de la luce io cinsi è ancora un alito tardato. Nel crepuscolo la mia pristina lampada instella il mio cuore vago di ricordi ancora: e ancora ogni volto con cui risero gli occhi a fior del sogno. ogni volto tra fragili rime sparito ghirlanda d’amori notturni appare una maschera che