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Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/29


tuttavia sulla mia giovinezza? O i baci vani della fanciulla che lavava lavava e cantava ne la neve de le bianche Alpi (le lacrime salirono ai miei occhi al ricordo). Ud Riudivo: Crosciava il torrente ancora lontano, bagnava antiche città desolate mura rose lunghe vie silenziose dopo il saccheggio, presente un calore dolor dorato una chioma profusa ne l’ombra de la stanza piena di sogni oscuri, procubo un corpo rantolante ne la notte mistica dell’antico animale umano: procuba dormiva l’ancella dimentica in sogni oscuri - come un’icona bizantina come un mito arabesco imbiancando in fondo il