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Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/15


torrida. Volte di tre quarti ne la linea classica udendo dal sobborgo il clangore che si accentua annunciando le lingue di fuoco de le lampade inquiete a trivellare l'atmosfera carica di luci orgiastiche - ora addolcite nell'incanto di un morto cielo - ne la sosta più dolci e rosate alleggerite di un velo - come Santa Marta spezzati a terra gli strumenti - cessato sui sempre verdi paesaggi ne l'estasi il canto che il cuore di Santa Cecilia accorda col cielo latino - dolce e rosata presso al crepuscolo antico ne la linea eroica de la grande figura femminile romana sosta. Ricordi di zingare ricordi di paesi lontani ricordi di suoni e di luci - stanchezze d'amore stanchezze improvvise sul letto di una taverna lontana