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Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/131


di nessun Dio.

Il canto di Genova, Preludii mediterranei

Poi che la nube sparve dentro i cieli
Lontani su la tacita infinita
Marina in sogno nei lontani veli
E ritornava l'anima partita
Che tutto a lei d'intorno era già arcana
mente illustrato del giardino il verde
Sogno ne l'apparenza sovrumana
De le corrusche sue statue superbe:
E cantavano in voce di poeti
Sacre fonti e le sfingi sui frontoni
Benigne un vecchio oblio parvero in proni
Umani ancor largire: io dai segreti