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Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/128


arrestarsi mentre il rumore lugubre delle ferramenta ne commentava incomprensibilmente il destino: fin che la stanchezza e nel gelo della notte la calma sopravvenuta, steso sul piano di ferro il concentrarsi nelle strane costellazioni fuggenti tra lievi veli argentei e ancora tutta la mia vita tanto simile a quella corsa cieca fantastica infrenabile che mi risaliva alla mente in flutti amari e veementi. La luna illuminava ora tutta la pampa deserta e uguale in un silenzio profondo.