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Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/126


al deserto nero. La pampa, tutta la pampa selvaggia e nera corsa dai venti pareva corrermi incontro per prendermi nel suo mistero Le erbe scosse aevano un rumore lugubre. I miei occhi si chiusero. Mi assopii rimanevo indifferente all'avvenire Nel mio assopimento piu fievole udivo un fragore ferreo sopra un vagone scoperto correvo alla ventura: sulla mia testa fuggivano le stelle e i soffii del deserto: incontro mi si lancia vano le ondulazioni della Pampa come dorsi di belve un