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Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/12


dei brividi freschi della notte.


La notte compì la conquista de l'ancella. Il suo corpo ambrato la sua bocca vorace i suoi ispidi neri capelli ed a tratti la rivelazione dei suoi occhi atterriti di voluttà intricarono una fantastica vicenda – mentre più dolce già presso a spegnersi regnava ancora ne la lontananza il ricordo di lei matrona intangibile, suadente regina ancora ne la sua linea classica tra le grandi sorelle del ricordo – di poi che Michelangiolo aveva ripiegato sulle sue ginocchia stanche di cammino colei colei che piega e non posa regina barbara sotto il peso di tutto il sogno umano – come lo