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Pagina:Campana - Il più lungo giorno, manoscritto, 1913.djvu/103


 
Andare udendo pel torrente a china
Nei gorghi il sordo mormorar del Fato
Levar fuggendo sovra la reclina
Fronte un'ala (Pel tuo bacio affiorato: Chimera?)
....

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Andar per valli che in azzurrina
serenità, dall'aspre rocce dato
Un Borgo in grigio e vario torreggiare
All'alterno pensier pare e dispare
sovra l'arido sogno serenato.

O se come il torrente che rovina
E si riposa nell'azzurro eguale.
Se tale a le tue mura la proclina
Anima al nulla nel suo andar fatale
se alle tue mura in pace cristallina
Tender potessi, in una pace eguale
E il ricordo specchiar di una divina
Serenità perduta o mia immortale
Anima!

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