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di panni, i quali non hanno risparmiato mai, nè cure nè spese, nè studi d’ogni maniera, onde dare all’industria da essi praticata tutto quel maggiore sviluppo di cui fosse in Italia suscettibile, e il successo e la fortuna, che non sempre ricompensano gli sforzi costanti degli uomini d’ingegno e di volontà, questa volta hanno sollevata la benda, e si son messi dal lato di chi ampiamente li meritava.

A misura che acquistavano ricchezze, i Sella aumentavano il numero, di già considerevole, delle loro beneficenze, e le loro officine davano ricetto a una quantità maggiore di artefici, trattati esemplarmente. Essi, modesti e semplici di modi, affabilissimi coi loro dipendenti, operosi sempre, educavano i propri figli a forti studi e ad una scuola di alta moralità, pensando a farne probi ed utili cittadini per la patria.

Quintino fu avviato alle matematiche, sebbene il suo ingegno, vivo e versatile, avesse, per avventura, fatto palese essere in lui la stoffa per riuscire un distinto avvocato, o un uomo di lettere d’alta levatura. Mai suoi genitori, nel fargli battere la carriera dell’ingegnerato, che la giusta apprezzazione delle tendenze dell’epoca lor additava come una delle più opportune, gli lasciavano, d’altronde, libero il campo, e gli fornivano anche tutti i migliori mezzi onde arricchirsi di ogni sorta d’altre utili cognizioni. E il Sella toccava a tutto, e non superficialmente - chè anzi la natura del suo ingegno lo porta ad approfondire le cose quindi, con quello spirito d’ordine che caratterizza gl’individui della sua famiglia, distribuiva e classificava tutto nella sua mente, in guisa tale da poter poscia, fornito qual’è di prodigiosa memoria, servirsene con pari precisione e prontezza al bisogno.

Finiti gli studi in patria, fu mandato a Parigi a perfezionarsi a quella scuola delle miniere, dalla quale sono usciti, ed escono ogni dì, gli uomini d’arte i più seriamente istrutti che si conoscano.

Approfondite colà in ispecial modo la metallurgia e la scienza geologica, non appena rientrava in Italia, che non tardava a richiamar sopra di sè la pubblica attenzione, dando fuora scritti molto profondi, e dirigendo con grande maestria difficilissimi lavori.