Pagina:Cagna - Un bel sogno, Barbini, Milano, 1871.djvu/53


— 47 —

subito a quel primo attacco, e ne disse fino all’entusiasmo in favore dell’amico.

— Sarà debolezza, aggiungeva, ma Ermanno mi è tanto simpatico, che se io fossi una donna, me ne innamorerei perdutamente.

— Fortuna per lui che non avrà bisogno di te per avere delle innamorate.

— T’inganni, t’inganni d’assai; in fatto d’amore il mio amico è del tutto profano.

— Odia forse le donne?

— Tutt’altro, nella carriera che percorre, si trova di sovente a contatto colle signore, ma nessuna che io sappia gli inspirò qualche cosa più di un po’ di cortesia. — È troppo concentrato nell’arte sua della quale egli se n’è formata una amante; non vive che per la musica.

— Ma, ribatteva Laura, non mi sembra vero che un giovinotto, un’artista non celi in seno qualche fiammetta....

— Eppure credimi la è proprio così; diamine io che gli sono sempre ai fianchi, dovrei saperlo. Di giorno non esce che per le sue lezioni, del resto se ne sta sempre al pianoforte. Se talvolta a forza di preghiere si lascia trascinare in qualche concerto o serata musicale, fa propriamente un sacrifizio. Egli non ama la società; è nemico dei clamori; per chi non lo conosce sembra un selvaggio, ma chi lo frequenta riconosce in lui un giovane pieno di talento e di modestia.

— Lo credo perchè me lo dici, sclamò Laura, ma pare davvero impossibile che un giovane così amabile e distinto non cerchi qualche conforto in un’affetto — Si è tanto felici quando si ama.

— Ma mia cara, per uno della tempra di Ermanno l’amore si trova ma non si cerca.