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cia conserte come il giovane Aroldo, lo zerbinotto elegante pareva finalmente in casa sua.

L’aria vivida gli rinfrescava la faccia ancora piena di corruccio per la ignobile scarrozzata che aveva dovuto subire a fascio con ogni sorta di bruzzaglia.

I coniugi Gibella vagavano in giro con gli occhi assonnati, e quasi si appisolavano cullati dal sussulto concitato del motore.

Allo sbarco di Orta il battello si fermò.

Il ponte e la piazzetta erano ingombri di curiosi e di villeggianti che venivano a godere il solito spettacolo dell’approdo.

Le signore vestite di verde, di rosa, o di bianco, inguantate, incappellate, ravvolte entro a scialletti variopinti che scendevano fino al busto, lasciando scoperte le ridondanze pavonesche delle tournures, dei culissons pavesati di nastri e di cincigli. E frammezzo a quelle chiazze di colore allegro, un ripieno di barcajuoli, di pezzenti, e di garzoni d’albergo che assediavano i nuovi arrivati.

— Hôtel... del Persico.

— Hôtel San Giulio.

— Desidera una barca?

Il giovinetto elegante solcò con disdegnosa fie-