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nuova affettività aveva cacciato via le paturnie, e le piccinerie consuete, e nel suo pensiero rampollavano desiderii, dolcezze, tenerezze non mai provate. La sua intelligenza di un tratto srugginita dal torpore di tanti anni di grettezza bottegaja, si rischiarava nel fervore di un sentimento umano che gli scaldava l’anima.

Il ricordo della visione, che gli aveva portato tanto refrigerio, gli si era conficcato nel cuore; e pensando che quella giornata segnava l’ultima tappa delle sue peregrinazioni, che prima di sera avrebbe riveduto il suo caro tugurio, fu lì lì per fare una piroetta di consolazione, se non lo avesse trattenuto la tristezza cupa della povera Martina.

Te passa no?

Andem a casa per amor di Dio! — rispose lei.

Come ebbero terminato di vestirsi, uscirono dal loro stambugio; ma ai primi sbuffi dell’aria fresca, Martina fu presa da così feroci tanagliate che la poveretta piangeva, e non potendo più reggere, fu ella stessa che sclamò risoluta:

Andem dal dentista a fal strapà! ne podi pù.... gesusmaria!

Gaudenzio si mostrò soddisfatto della deliberazione, e si informò subito del sito.