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buona volta, e farla finita con quell’andirivieni settimanale che aggravava sempre più la situazione.

Vero è che casa Segezzi avrebbe potuto aspirare un pò più alto nella scelta di genero; ma, Dio buono! non avevano al mondo che quell’unica figliola, denari ne portava lei a bizzeffe, e se il professore Enrico non aveva nè poderi nè rendite, tanto meglio.

Tutti i forestieri della locanda, manco a dirlo, erano a giorno di ogni cosa; i Segezzi non discorrevano d’altro; bastava un buon giorno detto passando, perchè essi sganciassero subito la persona, riferendogli le notizie fresche dei loro sposini viaggianti.

Il signor Strepponi, che da un mese era lì d’alloggio con la sua signora, si pigliava ogni giorno quelle zuppe confidenziali, e ne aveva le tasche così piene, che per non sentirne più altro, dovette cambiar l’ora del pranzo.

Il signor Strepponi dal canto suo si era sfogato una volta coi Segezzi narrandogli le sue peripezie coniugali che erano molte, le bizze, le intolleranze, i nervosismi insopportabili della sua signora; ma quei coniugi gemebondi non sapevano pensare che all’imminente arrivo della loro figliola, ed il signor