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CANTO XVII.


Rimaser queste adunque quivi, e quando
     Più non poteron Dïana vedere,
     Chinaron gli occhi tacite aspettando.
Poi la Donna gentile, che a sedere
     Già s’era posta, si dirizzò, e loro,
     Così farete, disse, al mio parere:
Chiamando in voce prima l’aiutorio
     Di Venus santa Dea, madre d’Amore,
     E coronata ciascuna d’alloro
Sacrificio faremo al suo onore
     Della presente preda lietamente,
     Sìcchè s’accresca in noi il suo valore.
A tutte piacque; onde liberamente,
     Acceso il foco nella preda, a dire
     Cominciar tutte assai devotamente:
O santa Dea, poich’è nostro disire,
     Per la virtù del nostro sacrificio,
     Non isdegnar le nostre voci udire,