Pagina:Busto Arsizio notizie storico statistiche.djvu/227


209

delabri isolati che ne accrescono la venustà. L’interno è disposto ad ottagono con quattro nicchioni angolari, ed uno sfondo quadrilatero di fronte alla porta maggiore comprende il presbitero. La cupola fu ruinata dal fulmine il 18 di maggio del 1563 e ristaurata l’anno successivo con le offerte de’ Bustesi, che ammontarono a 4000 scudi d’oro1. La decorazione interna del tamburo presenta 32 nicchie, dove sono collocate altretante statue intagliate in legno, lavoro di Fabrizio De-Magistris, levigate nel 1602 da Antonio Bongiannino, sicchè imitano la lucidezza del marmo. Benedetto Tatti di Varese dipinse a fresco il vago portichetto, e le mezzelune al di sopra delle porte esterne credonsi opera di Rafaello Crespi. L’interno poi è dipinto a fresco da Giovanni Pietro Crespi2 (nativo di Busto ed avo del Cerano), che rese grazioso l’aspetto della cupola, effigiando sibille a profeti e ponendo altre decorazioni a riparli geometrici. È pure di lui il bel tabernacolo dov’è rappresentato il Redentore. Giovanni Battista della Cerva, discepolo di Gaudenzio Ferrari e maestro di Paolo Lomazzo, dipinse nel 1542 la storia de’ tre Magi su le pareti dell’altare maggiore, ma è a dolersi che questo severo affresco sia assai guasto. Davanti all’altare medesimo consecrato il 2 di aprile del 1560, come da un’iscrizione su la fronte di

  1. Da un istrumento del 4 di dicembre del 1567 presso l’Archivio Diplomatico ritraggo che lo scudo d’oro corrispondeva a lire 5 e soldi 18 di allora. Oggidì una di queste lire si può ragguagliare a franchi 2,20. — V. il Politecnico (fascicolo di febraio, 1839, pag. 149, in nota).
  2. Di questo pittore esiste nella chiesuola di S. Caterina del Sasso eretta sopra uno scoglio del lago Maggiore nell’ultima cappella a sinistra di chi entra un quadro sul legno (di maniera secca, ma bello) che rappresenta la Beala Vergine ed altre figure con l’iscrizione: Ioannis Petri Crispi Busti opus, 1510, die 31 julii. — Devo questa notizia alla cortesia del già citato archeologo Caffi.