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sferitosi a Busto, andò di casa in casa a raccoglierne i voti. Prima però della divisione promossa dagli stessi abitanti, ciascuna Contrada aveva il proprio console che ripartiva separatamente i carichi rispettivi, salve tuttavìa sempre le ragioni del Ducato. Ma que’ communisti s’accorsero ben presto che il nuovo sistema di amministrazione non corrispondeva ai loro desiderj, perocché nel 1659 si divise dal corpo della Communità il Commune Arconati, che aveva sei estimati, due co’l titolo di deputali e quattro con quello di consiglieri, e che intervenivano alle radunanze come li altri del Commune principale. Nel 1664 si separò anche il Commune Mizzaferro rappresentato da due deputati e da due consiglieri aventi le medesime attribuzioni. Nel 1665 seguì il loro esempio il Commune Pasquale, assistito esso pure da due deputati e due consiglieri. Finalmente nel 1683 si staccò il Commune Pozzo-Visconti, amministrato da due deputati e da quattro consiglieri. Rimasto in tal guisa isolato il Commune dominante, furono tosto assegnati all’amministrazione dell’intero borgo di Busto, due proveditori, dieci consiglieri, che in un con i sei del Commune Arconati, i quattro del Commune Mizzaferro, i quattro del Commune Pasquale, e i sei del Commune Pozzo-Visconti formavano appunto trentadue, che è il numero componente il pieno consiglio della Communità.

Ma il governo Imperiale con un editto del 30 di dicembre del 1755, avendo introdutta una radicale riforma nell’amministrazione delle communità, anche il Commune di Busto restò privo delle congregazioni o consigli che non avevano statuti particolari approvati dal Sovrano. In quanto a Busto si provide con un regolamento speciale del 23 di giugno del 1757, di cui importa ripor-