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prese parte alla guerra di Crimea, furono suggellate con la lega da esso stretta con Francia.

Incominciata nel 1859 la guerra dell'indipendenza, non passarono presso Busto truppe di sorta, salvo una colonna dell'Urban forte di 4000 soldati avviati a Varese per combattere il Garibaldi. Alcuni cacciatori Tirolesi entrarono nel nostro borgo per farvi raccolta di pane, carne e vino, ma sproveduti di denaro e con la sola carta di bono. Per avventura in quell'istante sonavan le campane a Benedizione e que'difidenti, appuntate le armi, arrestarono tre curiosi conducendoli seco a Varese e di poi a Verona. Di ritorno da Varese, l'Urban entrò in Busto il 4 di giugno verso le ore 5 pomeridiane con più di 3000 uomini, mettendo in forte apprensione li abitanti.

Erano que'soldati tutti stanchi ed affamati, cercavano i Francesi con la punta delle baionette fin ne'pagliaricci delle spose: si attendarono tutti fuori delle mura, e misero a contributo il borgo d'ogni oggetto loro occorrente per vivere. Conducevano seco quattro prigionieri civili, de'carri e la cassa di guerra. La matina della domenica, mentre la più parte degli Austriaci dormiva, era desto un prigioniere di Varese accusato d'aver occiso un gendarme nelle cinque giornate di Milano. Il sac. Luigi Falciola con tre altri borghigiani gli accennavano di scendere dal veicolo su cui stava e avvicinarsi a loro, risoluti di salvarlo. Non si potè ottenere, perocchè il pover'uomo, se bene tenesse aperti li occhi, era forse il più istupidito ne'sensi. Verso le quattro pomeridiane per l'improvisa partenza di tutte le milizie alla volta di Castellanza e Legnano, Busto era libero. Vuoi che venisse loro il segno dalle sentinelle appostate coi cannocchiali su'l campanile, vuoi che i militi a piedi e a cavallo di varie uniformi transitanti pe'l borgo an-