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dialogo terzo 77

zante non impedisca la reciproca vista de li corpi diametralmente opposti. E la causa di questo è, che l’impedimento, che dal diametro procede, sempre con esso diametro si va diminuendo più e più, quanto l’angolo B si rende più acuto. Ed è necessario al fine, che l’angolo sii fatto tanto acuto, — perchè ne la fisica divisione d’un corpo finito è pazzo, chi crede farsi progresso in infinito, o l’intenda in atto, o in potenza, — che non sii più angolo, ma una linea, per la quale dui corpi visibili oppositi possono essere a la vista l’un dell’altro, senza che in punto alcuno quel ch’è in mezzo, vaglia impedire; essendo che questo ha persa ogni proporzionalità e differenza diametrale, la quale nei corpi lucidi persevera. Però si richiede, che il corpo opaco, che tramezza, rilegna tanta distanza dall’un e l’altro, per quanta possa aver persa la detta proporzione e differenza del suo diametro: come si vede ed è osservato ne la terra, il cui diametro non impedisce, che due stelle diametralmente opposte si veggano l’una l’altra, così come l’occhio senza differenza alcuna può veder l’una e l’altra dal centro emisperico N e da li punti de la circonferenza A N 0, avendoti imaginato in tal bisogno, che la terra per il centro sii divisa in due parti uguali, a fin che ogni linea perspettivale abbia il suo loco. Questo si fa manifesto facilmente ne la presente fig.: dove per quella ragione, che la linea A N essendo diametro, fa l’angolo retto nella circonferenza, dov’è il secondo loco, lo fa acuto, nel terzo più acuto, bisogna, ch’al fine divenghi a l’acutissimo, ed al fine a quel termine, che non appaja più angolo, ma linea; e per conseguenza è distrutta la relazione e differenza del semidiametro, e per medesma ragione la differenza del diametro intiera A 0 si distruggerà.