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proemiale epistola 13

più degno supposito di nostri ossequii in questo clima, dove i mercanti senza coscienza e fede son facilmente Cresi, e li virtuosi senz’oro non son difficilmente Diogeni; a voi, che con tanta munificenza e liberalità avete accolto il Nolano al vostro tetto, e luogo più eminente di vostra casa; dove, se questo terreno, in vece che manda fuori mille torvi guantoni, producesse altri tanti Alessandri magni, vedreste più di cinquecento venir a corteggiar questo Diogene, il qual per grazia de le stelle non have altro, che voi, che gli venga a levar il sole, se pur, per non farlo più povero di quel cinico mascalzone, manda qualche diretto o riflesso raggio dentro quella buca, che sapete: a voi si consacra, che in questa Britannia rappresentate l’altezza di sì magnanimo, si grande, e si potente re, che dal generosissimo petto de l’Europa, con la voce de la sua fama fa rintronar gli estremi cardini de la terra; quello che, quando irato freme, come leon da l’alta spelonca, dona spaventi ed orrori mortali agli altri predatori potenti di queste selve, e quando si riposa e si quieta, manda tal vampo di liberale e di cortese amore, ch’infiamma il tropico vicino, scalda l’orsa gelata, e dissolve il rigor dell’artico deserto, che sotto l’eterna custodia del fiero Boote si raggira. Vale!