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Breve cenno della eruzione vesuviana del maggio 1855 p1.png

Hic est pampineis viridis modo Vesvius umbris:
Presserat hic madidos nobilis uva lacus.

Mart. IV. 44.

....Nec dum lethale minari
Cessat apex.

Stat. Lib. IV. syl. 4.

Non cessa ancor di minacciar ruine il Vesuvio, che quanto è di spavento nelle eruzioni; tanto sarà sempre mai studiato dai dotti, che ora per la prima volta poterono dal Reale Osservatorio Meteorologico, coll’avvedutezza del nostro Augusto Sovrano fatto costruire, contemplarne gli ammirevoli effetti.

Dopo aver taciuto per oltre a cinque anni, e sol nel decembre ultimo sprofondata una parte interna de’ suoi crateri a piè della così detta Punta del palo, al I.° maggio alle 4 del mattino, premesso un forte e cupo mugito, cominciò un nuovo terribile incendio, vomitando da quattro bocche, apertesi a’ suoi fianchi, lava, e sassi infocati, con impeto grande, e boati spaventosi spingendo in alto densi globi di fumo. Queste bocche, o crateri non furono le sole, che avesse aperte; ma l’una appresso