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forse lo sarem pure del Re di Prussia. È forse il desiderio di mettere in rivolta il Piemonte, e d’incorporarlo alla Cisalpina? Ma il mezzo di giungervi senza urto, senza mancare al trattato, senza mancare neppure alla decenza è di mescolare alle nostre truppe, e di legare ai nostri successi un corpo di 10,000 Piemontesi, i quali son per necessità il fior della nazione: sei mesi dopo il Re di Piemonte si troverà detronizzato. Ecco un gigante che abbraccia un pigmeo, lo stringe tra le sue braccia, e lo soffoca senza che possa esser accusato di delitto. Ecco il risultato dell’estrema difficoltà della loro organizzazione: se ciò neppur si comprende, io non so nè anche che farvi; e se alla politica saggia e vera che conviene ad una grande nazione, che deve compiere grandi destini, che ha dinanzi nemici potentissimi, si sostituiscono le vedute faziose di un Club, non si farà nulla di buono.

Si lasci di esagerarci l’influenza de’ pretesi patriotti cisalpini e genovesi, e convinciamoci che ritirando con un colpo di fischio la nostra influenza morale, e militare, tutti questi pretesi patriotti sarebbero scannati dal popolo. Gli abitanti di questi paesi s’illuminano tutti i giorni, e s’illumineranno sempre di più; ma vi bisogna tempo, ed un lungo tempo. Io non concepisco, quando per una buona politica ci eravamo condotti in modo che questo tempo è sempre in nostro favore, quando tirando tutto il possibile partito dal momento attuale, noi non facciam che accelerare il camino del tempo, assicurando, e purificando lo spirito pubblico, non concepisco, io dico, in che modo si possa esitare. Allorchè si lasciano 10,000,000 di uomini alle spalle, di un popolo nel fondo nemico de’ Francesi per pregiudizj, per abitudine de’ secoli, e per carattere, allora si deve tutto trascurare. Mi sembra che si vegga molto male l’Italia, e molto male si conosca. In quanto a me io ho posto sempre tutte le mie cure a fare andar le cose secondo gl’interessi della Repubblica: se non son creduto, non ho che farci. Tutti i grandi avvenimenti non si legano che ad un capello. L’uomo abile profitta di tutto, non trascura nulla di ciò, che può procurargli qualche favore di più. L’uomo meno abile, qualche volta trascurandone un solo, fa perder tutto.